ORIGINI DELLA SALSA

Su luogo e data di origine non ci sono dubbi:la salsa è nata a Cuba agli inizi del 1900. Deriva dal Son, ma recepisce elementi importanti da altri balli, quali bolero, merengue, guaracha, conga, cumbia, rumba. Rispetto al Son accelera il ritmo pur mantenendo la funzione di danza di corteggiamento. Il ritmo sincopato è presente fin dalle origini; mentre col passare degli anni è aumentata l’accelerazione dello stesso e sono state inserite decine di figure recepite da altre danze. Oltre i normali strumenti di percussione utilizzati per altri balli cubani, in soccorso della salsa sono intervenuti, negli ultimi tempi, moderni strumenti quali chitarre elettriche, batterie e pianole.

La salsa è quindi una danza storicamente consolidata: è denominata caraibica perchè riconducibile alle tradizioni musicali di molti paesi del Centro e del Sud America. Ma le costruzioni stilistiche che oggi interessano tale danza derivano da vari paesi e da varie culture, USA in testa. Proprio per questo motivo, è più acceso e più attuale che mai il dibattito circa la necessità di sottrarre la salsa alle manie di contaminazione. C’ è chi la vorrebbe riportare alla spontaneità e alla improvvisazione delle origini. C’è chi sostiene che così facendo, la salsa si ridurrebbe ad essere un prodotto del folklore caraibico, sia pure significativo, ma senza respiro internazionale. Sul significato del termine salsa c’è poco da dire o da inventarsi. Nella lingua spagnola tale termine, che è di genere femminile, ha lo stesso significato culinario che ha nella nostra lingua: salsa, intruglio (La salsa blanca per gli spagnoli è la besciamella). Qualche dizionarista (Giacomo Devoto – Giancarlo Oli), precisa che in relazione alla danza, proprio nel rispetto dello spirito della stessa, si può dare il significato di ‘salsa piccante’. Ed infatti siamo in presenza di un ballo che non vuol essere (e non è) una salsa qualsiasi. Essa rappresenta la miscela più esplosiva che si potesse creare dei tantisignificativi elementi caraibici e latino-americani, in fatto di musiche e di figure coreiche.

Pertanto, la parola e il concetto di salsa non possono che associarsi alla connotazione di un insieme di ingredienti forti, il cui sapore lascia traccia. Nel delineare la storia della salsa non si può non fare riferimento al processorelativo al suo rilancio come genere musicale e come danza. Poichè la ricostruzione di tale processo non è univoca, riporto di seguito i principali indirizzi. C’è anche un problema, non secondario, relativo alla sempre più accentuata divaricazione dei metodi e delle tecniche di esecuzione, che tratto in un paragrafo a parte intitolato IL TEMPO DELLA… CLAVE. Secondo qualche studioso l’operazione ‘salsa’ è da considerarsi tipicamente americana e risale agli anni ’40, quando alcuni musicisti di New York misero assieme elementi musicali latino-americani e nord-americani.

Con l’espressione salsa metropolitana fu lanciato un genere musicale In realtà si trattava di un particolare modo di fare musica che spontaneamente si era affermato, nel corso di alcuni anni, nel quartiere latino El Barrio, popolato da cubani, spagnoli, colombiani, panamensi, ecc. Alcune case discografiche intuirono in quel tipo di musica un qualcosa di significativo che potesse essere confezionato come valido prodotto commerciale. Si creò un vero e proprio filone musicale. Tale filone conobbe periodi di successo alternati a pause di silenzio; ma non fu mai abbandonato. Negli anni sessanta e settanta raggiunse livelli di grande popolarità. • Altri commentatori sostengono che da Cuba è partita nel 1960 una campagna di lancio della salsa che come musica e come ballo già apparteneva alla tradizione locale. La salsa , secondo costoro, sarebbe stata presentata come una forma artistico-musicale alternativa e in contrapposizione al jazz americano. Gruppi di emigrati cubani portarono la salsa a New York tra il 1960 e il 1970. E proprio negli USA si ebbe il primo grande successo di questo genere musicale: da lì prese le mosse la sua espansione verso i mercati dell’America latina e verso l’Europa. La Salsa ha conosciuto due stagioni di successo:

• Quando essa fu rielaborata negli USA, attorno al 1970, e di qui lanciata sugli altri mercati, andava forte la versione caliente. Fu proprio grazie all’aggressività del ritmo che richiamava qualcosa di primitivo, che si impose prepotentemente, nonostante la particolarità di un’epoca molto fluida in campo musicale. Dopo un discreto successo durato alcuni anni, si è avuto un raffreddamento di interessi per questo genere.

• E’ tornata alla ribalta nel 1997-98, sia nella forma forte che nella forma moderata e romantica, conquistando molti fans fra i giovani americani ed europei. Per questo motivo, in molti libri salsa cubana e salsa portoricana sono trattate separatamente. La SALSA è inserita, assieme a MERENGUE e MAMBO, nella disciplina italiana denominata DANZE CARAIBICHE, secondo l’articolazione voluta dalle Associazioni dei Maestri di ballo che costituiscono il CIDS. La FIDS , invece, ha istituito la disciplina BALLI SUDAMERICANI, aggiungendo alle tre danze suddette Bachata e Rueda . La IDO (International Dance Organization) inserisce i tre balli Mambo, Merengue, Salsa nel gruppo DANZE TRADIZIONALI INTERNAZIONALI, assieme ad altre danze (vedi settore DO & WRRC ).

IL TEMPO DELLA … CLAVE

Precisazione: Nella lingua spagnola clave significa chiave . Il termine clave (singolare) configura un modello ritmico, e precisamente cubano, di 2/3 o di 3/2, in cui si alternano un battito forte e uno debole. Il termine claves (plurale) indica due bastoncini di legno percossi l’uno contro l’altro. La mano sinistra, in posizione ricurva, sostiene il bastoncino con la punta delle dita: in tal modo funge da cassa di risonanza. Le tecniche di esecuzione della salsa in quanto danza sono diverse. Preciso subito che non esprimo preferenze per qualcuna di esse in particolare, perchè gli schieramenti di teorici e ballerini a favore di ciascuna delle tecniche esistenti sono già abbastanza consistenti, e non hanno bisogno di rinforzi. Inoltre credo che una tecnica è valida nella misura in cui produce armonia. La validità di una determinata tecnica non esclude necessariamente l’efficacia delle altre. Al tempo stesso non affronto il problema di come si può o si deve suonare la salsa, per non complicare le cose. Dico solo che secondo diversi musicisti, l’adozione del contrattempo la rende più affascinante. (Il contrattempo , altrimenti detto controtempo , è in musica lo spostamento degli accenti forti della battuta sui tempi deboli. L’effetto creato è un maggiore dinamismo della frase musicale. Il contrattempo si realizza inserendo una pausa al posto di un accento forte. Il suono è emesso su un tempo debole o sulla parte debole di un tempo, senza prolungamento sul tempo forte successivo. Questo è il motivo per cui si differenzia dalla sincope. Infatti, il tempo forte è sostituito dalla pausa). Qui affronto semplicemente il problema di come la salsa può essere ballata: a tempo o ‘ controtempo ‘.

• Ballare a tempo significa partire sul primo battito. (La battuta musicale della salsa è di quattro battiti, di cui il quarto sincopato).

• Ballare controtempo significa partire sul secondo battito. Ogni frase musicale, nella salsa, consta di due battute, per un totale di 8 battiti. Il ritmo è segnato da due strumenti fondamentali:

• CONGA , tamburo suonato con le mani (generalmente sono due).

• CLAVES , due bastoncini di legno percossi l’uno contro l’altro. Nell’ambito della frase musicale, la conga segna i battiti 2, 4, 6, 8. La clave segna 5 battiti su 8. Essa può essere impiegata in due modi differenti:

• Metodo 3/2 . Tale metodo segna i seguenti battiti:

• 1, metà 2, 4, 6, 7.

• Metodo 2/3 . Tale metodo, che si basa sul principio musicale del contrattempo , segna i seguenti battiti:

• 2, 3, 5, metà 6, 8. (La clave 2/3 è anche definita clave rovescia).

3/2 e 2/3 indicano la diversa collocazione della pausa all’interno delle percussioni, sempre con riferimento alla frase musicale di due battute (8 battiti):

• 3/2 vuol dire: 3 colpi + pausa + 2 colpi.

• 2/3 vuol dire: 2 colpi + pausa + 3 colpi.

Va fatta, a questo punto, una precisazione molto importante, ai fini della esecuzione:

• Le percussioni delle congas sono molto marcate: il ballerino riesce ad estrapolarle facilmente dal contesto dei suoni prodotti dai vari strumenti dell’orchestra.

• Il suono prodotto dalle claves è debole: spesso è sommerso dai suoni degli altri strumenti musicali. Il ballerino (esperto), partendo dall’inizio di una frase musicale, si costruisce e segue un ritmo ideale, parallelo a quello reale. Le grandi scuole di salsa, a livello internazionale, sono divise sul retroterra teorico che supporta la tecnica di ballo. Mettono in campo i nomi di grandi maestri e, naturalmente, tutta la forza di argomentazioni… ineccepibili. Una linea di demarcazione netta divide due contrapposti schieramenti:

• I FAUTORI DEL BALLARE a tempo

• I FAUTORI DEL BALLARE controtempo.

Per ballare a tempo si deve muovere il primo passo:

• o sul battito 1 della conga

• o sul battito 1 della clave con metodo 3/2.

Per ballare controtempo si deve muovere il primo passo:

• o sul battito 2 della conga

• o sul battito 2 della clave rovescia (metodo 2/3).

All’interno dello schieramento dei fautori del contro-tempo , i più oltranzisti arrivano a sostenere che il metodo migliore è quello della clave rovescia. Essi avrebbero le prove per dimostrare praticamente che mentre la conga, marcando il 2 e il 4, può servire a gestire bene i movimenti del corpo ma non anche quelli dei piedi, solo la clave rovescia, marcando cinque battiti su otto (fra cui il mezzo battito del 6), assicura una perfetta armonia fra contesto musicale e performance. Ma proprio gli oltranzisti sono sottoposti alle critiche più dure da parte dei sostenitori del ballo a tempo . Si rimprovera loro una sostanziale mancanza di concretezza, in quanto, per il fatto che il ritmo prodotto dalla clave il più delle volte non si sente (sommerso dai suoni più forti), si deve ricorrere alla costruzione (invenzione) di uno schema ritmico mentale. Tale schema altro non è che mera astrazione, e non può fungere da canovaccio per una esecuzione ottimale. Quando si balla, infatti, è necessario fare costantemente riferimento al ritmo reale e non ad un ritmo virtuale.


Gli Insegnanti

Carlita Todde
Riccardo Ferrari –
Caraibico Base
Beatrice Moretti – Caraibico Base –
Stefano Serafin –
Bachata, Kizomba e Salsa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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