LE ORIGINI DELLA BACHATA

La bachata è nata a Santo Domingo nei primi decenni del ventesimo secolo (1900-1930), fra la povera gente e negli ambienti della prostituzione, come danza e musica di rifugio, rispetto alle durezze della vita. I testi della bachata erano storie di vita vissuta, spesso a contenuto amoroso e sessuale. Con l’accompagnamento di maracas e chitarra a tre corde, o di fisarmonica e guiro, la bachata era anche usata per le dichiarazioni ‘pubbliche’ d’amore, una specie di serenata caraibica cara ai giovani contadini di allora.

Le movenze del relativo ballo apparivano oscene e volgari: i partners stavano in permanente contatto, con i corpi l’uno contro l’altro, per tutta la durata del brano, tranne rarissime eccezioni. In tale posizione, la coppia si muoveva dondolando, marcando il quarto battito di ogni battuta musicale con equivoci colpi d’anca. Nella bachata delle origini non esistevano tante figure: si doveva stare abbracciati, perchè proprio quello voleva il ballo.

Per questo motivo, la danza era invisa alla borghesia, ed era osteggiata dalle autorità. Per diversi decenni, la bachata, snobbata dalle classi dominanti e medio-alte, è riuscita a sopravvivere nelle usanze del popolo basso, che comunque vi percepiva una naturale facilità/possibilità di identificazione. Il ritmo romantico di tale musica e le connesse figure di danza conquistavano inevitabilmente le persone abituate a vivere di stenti e di speranze.

L’amore, forse, serve più ai poveri che ai ricchi, non fosse altro che per la sua capacità di lenire i dolori… quando non ne generi di specifici.

La bachata non sarebbe diventata famosa se non fosse stata scoperta e rilanciata da grandi musicisti ed interpreti. Juan Luis Guerra intuì la dolcezza di questo genere musicale e gli dedicò un album: Bachata Rosa.

Attraverso la sua mirabile maestria applicata a melodie delicatissime, il mondo ha scoperto la bachata. In verità, a partire dagli anni 80, i media dominicani avevano riportato alla luce, in una cornice di positiva rivalutazione, questa tradizione popolare che veniva da lontano.

Tanto che molti cantanti e gruppi autoctoni se ne fecero interpreti nelle loro tournèe inter-regionali (Rodriguez, Segura, Vargas, Santos, Rosendo, Bueno). Ma musica e danza restavano un fenomeno interno. Con J. L. Guerra la bachata fu introdotta nei circuiti internazionali.

Nonostante siano stati prodotti anche brani veloci di bachata, la relativa danza è legata esclusivamente a basi musicali lente. La bachata infatti è, per definizione, un ballo lento ( 28-35 battute al minuto) che in qualche modo somiglia al bolero cubano. Essa è nata da una sintesi di vari elementi (beguine, danzon e son), successivamente rielaborati secondo gusti europei.

L’influsso prevalentemente spagnolo e francese è confermato dalla assenza o dalla scarsa presenza all’interno della bachata delle sonorità tipicamente africane. La sua catalogazione fra le danze caraibiche si giustifica in virtù dei luoghi di origine.

Rispetto ai ritmi veloci di mambo, salsa e merengue, rappresenta la parte malinconica e triste della cultura caraibica: perchè dovunque, per la gente comune, le storie di vita sono anche storie di lacrime amare. E le stesse storie d’amore presentano, spesso, il doppio versante di gioie e di dolori.

La bachata, anche negli arrangiamenti e negli adattamenti moderni, più vicini alla nostra sensibilità, ha mantenuto quasi sempre il contenuto amoroso, lungo la duplice direttrice di sesso e sentimento. La sua diffusione in Europa, a partire dalla metà degli anni ’80, è dovuta anche ai numerosi gruppi di dominicani che si sono trasferiti nel nostro continente per motivi di lavoro.

Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche di questo ballo, due sono le principali impostazioni:

  • La prima, sostenuta da istruttori e teorici dominicani, vuole una bachata fedele allo spirito delle origini: una danza senza troppe figure e complicazioni, senza appesantimenti coreografici. Il ballo deve essere un cullarsi amorevolmente, al suono di una musica che ispira sogni proibiti ma legittimi.

La danza va eseguita partendo dal secondo battito musicale (*) . La figura di base consiste in una camminata avanti e indietro o laterale, a piccoli passi.

La seconda, tipicamente europea, propone una danza composita e ricca di figure. Per stare sul mercato, la bachata deve concedersi allo spettacolo e alle esigenze di una coreografia che la rende sicuramente differente dalla prima come interpretazione ma non per questo meno romantica e passionale.


Gli insegnanti

Carlita Todde
Stefano Serafin –
Bachata, Kizomba e Salsa
Riccardo Ferrari –
Caraibico Base
Beatrice Moretti – Caraibico Base –

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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